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lunedì 17 dicembre 2012

Franci Book Express

Vi piace come iniziativa?
http://omnimilanolibri.com/2012/12/17/libri-e-consigli-a-domicilio/

LIBRI (E CONSIGLI) A DOMICILIO

fotoConsigli su misura e su richiesta, personalizzati, di nicchia per non finire mai per avere o regalare quello che hanno già tutti. Consegna a domicilio. Francesca Panuello non è una sarta, ma “cuce addosso” alle persone titoli di libri da regalare loro: ha pensato di farlo da quando ha perso il posto fisso e ha scommesso sulla sua passione per la lettura e sulla sua laurea in Lettere lanciando “Franci Book Express”. Si tratta di un servizio di “libreria a domicilio” per chi desidera regalare qualcosa da leggere ma non sa cosa, non ha le idee chiare, non ha tempo di fare acquisti o di farseli recapitare, o non è molto pratico di e-commerce. Dopo vari lavori anche per case editrici o nel mondo della comunicazione, Francesca ha nella testa un preziosissimo database di “edizioni sfiziose” che, se compaiono in libreria, sono da trovare con una caccia al tesoro. Per lei, invece, è facile e anche “eticamente giusto” consigliare soprattutto i loro titoli così da stupire chi riceve il regalo “facendo un figurone ed evitando la figura di chi legge le classifiche dei più venduti per scegliere”. “Con tutti i consigli che mi chiedevano amici, parenti e conoscenti, già da tempo mi girava in testa l’idea di farne qualcosa. Foto 436[1]Poi mi sono trovata senza contratto da dipendente e ho preso coraggio” spiega Francesca che, guardando all’orizzonte, dice: “vediamo come va. Mi piacerebbe creare un blog, la pagina facebook. Ho ricevuto moltissimi feedback positivi e anche tanti suggerimenti. Sicuramente li sfrutterò”. Arrivata a Milano da Cuneo, 20 anni fa, Francesca ha studiato Lettere all’Università Cattolica è ha sempre lavorato in ambito pubblicitario e nella comunicazione: tutte esperienze per rendere ancora più “Express” la sua idea. Abituata ad essere multi-tasking, divisa tra varie collaborazioni temporanee, Francesca non si è fermata a dare buoni consigli ma un vero e proprio servizio completo: documentandosi sul lettore che dovrà rendere felice con il regalo, va, acquista il libro – nelle sue librerie preferite ma per ora top secret – e poi lo impacchetta con tanto di biglietto di auguri, se richiesto. E consegna il regalo, se a Milano e dintorni. 

lunedì 26 novembre 2012

lunedì 30 maggio 2011

Buon giorno Milano! 30 maggio 2011





Pisapia è il nuovo sindaco di Milano!

“You can fool some of the people all of the time, and all of the people some of the time, but you can not fool all of the people all of the time”
(attribuita ad Abramo Lincoln, 1860).
"Puoi far fesso qualcuno tutte le volte, tutti qualche volta, ma non puoi fare fessi tutti, tutte le volte."

sabato 28 maggio 2011

Arcobaleno



Milano, Piazza Duomo, 27 maggio 2011
Èvento - Grande chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia

lunedì 31 gennaio 2011

L'histoire de Manon



Coreografia: Kenneth MacMillan
Ripresa da: Karl Burnett e Julie Lincoln
Musiche di: Jules Massenet
Arrangiate e riorchestrate da: Leighton Lucas
Direttore: David Coleman
Scene e costumi: Nicholas Georgiadis

Étoiles
Massimo Murru
Artisti ospiti
Sylvie Guillem

mercoledì 24 novembre 2010

«Le differenze non si spengono: il Comune ripristini gli auguri multietnici»


Sono durate una decina di giorni le originali e significative luminarie natalizie in via Padova frutto di un progetto artistico che un artigiano e la sua Ditta di luminarie aveva presentato all’Assessorato all’Arredo Urbano. L’istallazione composta dal simbolo universale del cuore rosso recavano scritto"buone feste" in tutte le lingue parlate dagli abitanti di questo quartiere, tra i più multietnici della città (italiano, francese, spagnolo, inglese, cinese, arabo, …). Le luci non erano state ancora accese, ma si comprendeva già il significato dell’opera. Ieri sono già state rimosse. L’unica scritta che ora compare è “auguri” in italiano. Ci risulta che l' “intervento riparatore” sia stato ordinato dall'assessore all’Arredo Urbano, Maurizio Cadeo (competente per i progetti di illuminazione artistica della città) a seguito delle “proteste di famiglie e cittadini". Il gruppo di progettazione della Festa “Via Padova è meglio di Milano” e gli altri gruppi firmatari lavorano da anni in questa zona della città. Ebbene noi, sicuri di interpretare il pensiero di altre persone che vivono in via Padova e che ci hanno sollecitato a prendere posizione, riteniamo che le differenze non si possono cancellare staccando un interruttore. Questo è infatti il significato che noi, come molti altri che vivono nel quartiere, abbiamo attribuito all’intervento dell’assessore. Un messaggio, se così fosse, che riteniamo inaccettabile e anche lesivo dell’immagine cosmopolita di cui Milano è sempre andata giustamente orgogliosa. Ci auguriamo che si tratti soltanto di un grande equivoco e per questo richiediamo, per smorzare all’origine ogni polemica, che le luminarie in tutte le lingue siano ripristinate quanto prima.

Buone Feste Joyeuses Fêtes Felices Fiestas Happy Holidays 节日快乐
أعيادا سعيدة Sarbatori fericite С праздником Зі святом Iyi bayramlar ….

Anche Massimo Gramellini dedica a questa vicenda la sua rubrica su La Stampa di oggi.

In via Padova, la San Salvario di Milano, hanno una piccola bella idea. Appendere delle luminarie con la scritta «Buone feste» in tutte le lingue del mondo. Ci si imbambola a immaginare i bambini multietnici del quartiere col naso all’insù, mentre scandiscono parole di gioia nelle rispettive lingue, insegnandole ai compagni di scuola. È Natale, no? Ed è Natale soprattutto lì, dove ancora a marzo africani e sudamericani si linciavano per la strada. Ma qualcuno si lamenta di chissà cosa, forse di un po’ di felicità, e l’assessore all’Arredo Urbano prontamente interviene: via le luminarie da via Padova, sostituite da un isolato «Auguri» in italiano, affinché la zona «non assomigli a un ghetto».

Stento a capire. A me una strada piena di luci e di idiomi sembra l’esatto contrario di un ghetto. È la vita. Ma saranno mai stati a Parigi e a Londra, questi assessori arredatori? O il solo nominarle basterà a meritarsi la patente di snob, mentre la vera schiettezza d’animo consiste nell’assecondare il provincialismo degli sfigati? Ecco, se le luminarie di via Padova avevano un limite, era l’assenza della scritta in dialetto. Milanese, italiano, arabo, inglese, spagnolo… Aggiungere, non togliere. Aggiungere e mescolare. I bambini ragionano così. I ghetti sono solo nella testa di certi adulti. Magari degli stessi che in nome del popolo tolgono le luminarie da via Padova, ma cercano di piazzare una gioielleria extralusso, quella sì snob, sotto l’albero di Natale in piazza del Duomo.