venerdì 11 luglio 2008

L'uomo



Le piante, da quelle di seta fino alle più arruffate
gli animali, da quelli a pelo fino a quelli a scaglie
le case, dalle tende di crine fino al cemento armato
le macchine, dagli aeroplani al rasoio elettrico

e poi gli oceani e poi l'acqua nel bicchiere
e poi le stelle
e poi il sonno delle montagne
e poi dappertutto mescolato a tutto l'uomo

ossia il sudore della fronte
ossia la luce nei libri
ossia la verità e la menzogna
ossia l'amico e il nemico
ossia la nostalgia la gioia il dolore

sono passato attraverso la folla
insieme alla folla che passa.

(Nazim Hikmet)

3 commenti:

Alberto C. ha detto...

Mi piace moltissimo Hikmet. Lo scoprii tanti anni fa attraverso una delle sue poesie più famose, questa:

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Francesca ha detto...

Anche a me, ovviamente. Ha una poeticità profonda ma semplice, non ostica, che arriva direttamente al cuore...

Ergosfera ha detto...

Anche a me piace Hikmet, questa non l'avevo mai letta.